Taiji Quan

Il Taiji Quan, noto anche come Tai Chi Chuan, è uno stile interno delle arti marziali cinesi nato come tecnica di combattimento ed autodifesa, oggi conosciuto in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva. Il Taiji Quan si basa su movimenti del corpo lenti e armoniosi, che mantengono un'andatura regolare ed enfatizzano la continuità del movimento. Nulla deve essere forzato, tutto è dato dall'interazione tra corpo, mente e spirito. Il Taiji Quan aiuta a coltivare l'equilibrio e la flessibilità fisica, permettendo contemporaneamente, grazie alla concentrazione insita nell'esercizio, di rilassare mente e corpo mantenendo però la vivacità mentale. La muscolatura si rinforza, si migliora la concentrazione e si riduce lo stress.

Cos'è il Taiji Quan

Praticanti di Taiji Quan in Cina

C'è chi lo considera uno sport come un altro, chi una forma di meditazione, chi una disciplina per il benessere psicofisico. Il Taiji Quan, spesso chiamato anche Tai Chi Chuan o più in breve “Tai Chi”, è in effetti un po' di tutto questo: si tratta di un’arte marziale interna di origine cinese, un tempo patrimonio esclusivo di un numero ristretto di atleti-guerrieri-monaci e praticata oggi da milioni di persone di ogni età, sia in Cina che nel resto del mondo. Per averne un’immagine immediata, basti pensare a scene classiche viste in molti film o documentari sulla Cina: tante persone che fanno “ginnastica” insieme nei parchi o nei monasteri, muovendosi armoniosamente in sincronia come seguendo una coreografia già conosciuta.

Alcuni praticanti di Taiji Quan

Ad uno sguardo superficiale, il Taiji Quan può apparire proprio come una ginnastica dolce: circolarità dei movimenti, eseguiti con particolare lentezza e armoniosità, piegamenti sulle gambe, allungamento del busto e delle articolazioni, controllo della postura. Gli effetti terapeutici di questa disciplina, che è parte integrante della Medicina Tradizionale Cinese insieme alla dietetica ed all'agopuntura, sono ormai riconosciuti anche dalla scienza medica occidentale. In numerosi ospedali italiani, come il Sacco di Milano, il Portuense di Roma o il San Raffaele di Cassino, vengono messe a disposizione dei pazienti terapie a base di Taiji Quan in virtù della loro efficacia nell'accelerare i processi di riabilitazione, migliorare le performance motorie e favorire la coordinazione dei movimenti, in particolare negli anziani. Alcune ricerche sperimentali, anche italiane, affermano che il Taiji Quan può coadiuvare il trattamento del morbo di Parkinson, del diabete e della fibromialgia, mentre sono generalmente noti i benefici che apporta nella gestione dello stress, dell'ipertensione e dei dolori articolari in genere.

Il Taiji Quan viene definito un’arte marziale, ovvero un sistema di tecniche di combattimento e di autodifesa: questo è l’intento con cui è nato molti secoli fa ed è stato tramandato. Anche se attualmente il Taiji Quan appare completamente inoffensivo, originariamente quest’arte veniva insegnata per rafforzare il fisico e lo spirito, nonché per difendersi dai malintenzionati in caso di scontri corpo a corpo. L’antica Cina non era un posto molto tranquillo ed i contadini dovevano essere in grado di difendere se stessi ed i loro villaggi dalle razzie dei briganti, potendo contare solo sulle proprie forze.

Spesso quando pensiamo alle arti marziali ci vengono in mente scontri feroci, acrobazie e colpi velocissimi. Questo è ciò che si impara al cinema o, in rari casi, per esperienza diretta. Non tutte le arti marziali sono così: la tradizione cinese distingue tra arti marziali esterne ed interne.
Le arti marziali “esterne” sono oggi molto popolari, anche se è fortunatamente abbastanza improbabile metterle alla prova in un vero combattimento. Alcuni esempi ne sono il Kung Fu Shaolin, il Tang Lang, il Wing Chun, o arti marziali giapponesi come il Judo, il Karate, o il Tae Kwon Do coreano. Esse si concentrano su forza e velocità per avere la meglio su un avversario, ricercando potenza muscolare, resistenza e grande energia fisica.
Le arti marziali interne come il Taiji Quan, il Ba Gua o il Xing Yi, al contrario, lavorano sull’equilibrio fisico e mentale, mirando al controllo ed alla conoscenza del proprio organismo. Esse mettono in pratica insegnamenti spirituali provenienti dal Buddismo e dal Taoismo, quali l’alternanza tra pieno e vuoto, l’elasticità dei movimenti ed il rilassamento, per permettere un migliore passaggio dell’energia dalla terra al cielo attraverso gli arti: l'avversario è immaginario e si punta innanzi tutto al ripristino degli equilibri naturali sbilanciati.
Come insegnano i principi del Taiji Quan, inoltre, il movimento diventa continuo e senza interruzioni, come un fiume che scorre senza pausa; il corpo intero si rilassa in modo che nessuna forza fisica ristagni nei nervi e nelle ossa, perché questo limiterebbe la propria potenza ed interferirebbe sulla precisione dell'azione.

Oggi la pratica del Taiji Quan non prevede combattimenti né nel corso degli allenamenti in palestra né in gara, ma ad ogni postura e ad ogni movimento corrisponde una precisa applicazione di autodifesa. Lo spirito marziale rimane vivo nell’insegnamento tradizionale, nel rapporto tra allievo ed insegnante e nel rispetto per ciò che si apprende e per la cultura che lo ha prodotto. Il Taij Quan appare lento ed armonioso perché, anziché contrapporre forza alla forza e rispondere agli attacchi con la durezza, usa la quiete per vincere il movimento.

Origini del Taiji Quan

Le sue origini vanno ricercate nell’antica Cina, dove l'uso dell'esercizio fisico può essere fatto risalire già al 1000 a.C. I primi riferimenti in questo senso si possono trovare nel Neijing (“Classico Interno dell’Imperatore Giallo”), antico testo fondamento della medicina tradizionale cinese; successivamente i taoisti introdussero esercizi fisici e mentali ed esercizi di respirazione come tecniche efficaci per la prevenzione e cura di alcune malattie ed il mantenimento della salute, generalmente conosciute come Qi Gong, ulteriormente sviluppate nei secoli successivi. Da allora le ginnastiche energetiche vennero studiate e approfondite negli ambienti buddhisti e taoisti con lo scopo di mantenere l'organismo efficiente, preservarsi dalle malattie e dalla vecchiaia, conservarsi in buona salute e favorire la longevità.

Da queste ginnastiche e dagli antichi stili di Kung Fu si evolse il Taiji Quan, ereditando molti contenuti dalle teorie taoiste e dei cinque elementi. Sono presenti infatti i principi dei cinque elementi: la fluidità dell'acqua essenza di ogni movimento; il principio e la forza del movimento sono come il legno: dall'interno verso l'esterno (spesso si usa l'esempio di una radice che crescendo è capace di rompere anche un muro); il fuoco presente nell'attimo in cui un colpo va a segno; la terra presente nella posizione salda e stabile; il metallo è nel peso, del corpo, che più si lascia scendere verso la terra e più rende la pratica efficace.

Lotta tra l'airone ed il serpente Esistono molte leggende sulla nascita del Taiji Quan. Secondo la tradizione, il monaco taoista Zhan San Feng, vissuto intorno al 1.200, un giorno si trovò ad assistere ad una lotta tra una gru ed un serpente: quest'ultimo schivava gli attacchi ruotando flessibilmente su se stesso. La visione offrì al monaco l'idea di come la morbidezza e la circolarità siano più efficaci della durezza e lo indusse a creare una serie di movimenti che sono ritenuti essere la base del Taiji Quan.
Teorie storiche più recenti ne fanno coincidere la nascita con l'origine dello stile Chen, ad opera di Chen Wang Ting (1580-1660). Questi integrò l'arte marziale che aveva appreso nella sua carriera militare con esercizi più antichi di respirazione e di sviluppo dell'energia interna, codificando in sequenze di movimenti le prime forme di Taiji Quan a mani nude e con le armi.

Stili del Taiji Quan

Ci sono 6 differenti Stili di Taiji riconosciuti dal Governo Cinese, un settimo è in via di riconoscimento.

Stile Chen
E’ caratterizzato da movimenti rapidi e lenti combinati insieme con alcuni salti e passi pesanti. È stato creato da Chen Wang Ting durante la dinastia Ming, ed è riconosciuto come lo stile più antico.

Stile Yang
Secondo la tradizione Yang Luchan avrebbe imparato la forma antica da Chen Changxin, 14ª generazione della Famiglia Chen; secondo alcuni però fuse le conoscenze acquisite nello stile Chen con qualcos'altro forse antecedente. I movimenti Yang sono lenti, omogenei, gentili, grandi e ampi; si tratta dello stile più conosciuto in Occidente.

Stile Wu/Hao
Il primo stile Wu deriva dagli stili Yang e Chen ed è lento, omogeneo, piccolo e caratterizzato da una postura alta. Wu Yuxiang ha studiato con Yang Banhou, 2ª generazione Yang, e poi con Chen Qingping, 14ª generazione Chen. La forma Wu/Hao è più piccola. È stato creato da Wu Yuxiang.

Stile Wu
Il secondo stile Wu viene da Wu Quanyu, che ha studiato con Yang Banhou. Viene praticato con piedi paralleli, più stretti e corpo inclinato. È stato creato da Wu Jianquan (figlio di Wu Quanyu).

Stile Sun
Il creatore, Sun Lutang, ha imparato da Hao Weijian. I movimenti combinano 3 stili di arti marziali interne insieme, Taiji Wu/Hao, Xing Yi e Bagua.

Stile Fu Wudang
Fa risalire storicamente la propria origine al leggendario maestro taoista Zhang San Feng (1127-1279 d.C.) che fondò la scuola Tan Pai nei templi sulle Montagne Wudang. Fu solo il maestro Fu Chen Song, però, che mantenendo lo stile inalterato diede alla scuola il nome "Fu Wudang”.

Un settimo stile, in via di riconoscimento, è lo stile Zhao Bao, creato da Chen Qing Ping.

 
 
 
 

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